Lo spirito dell'uomo medievale

   Un punto d'incontro virtuale per ritrovare il nostro spirito, un modo per conoscerci attraverso le vicende belle e dolorose dello spirito dell'uomo medievale, per ritrovare il nostro spirito. A cura di Claudio Attardi
 


martedì, 30 maggio 2006
 

Questo nuovo modo di comunicare, il blog, è l'ultima forma di comunicazione che sto sperimentando in ordine di tempo. E sono contento di averlo iniziato. E' vero, questo a volte è un modo per trascendere se stessi, e mostrare agli altri solo quella parte che per noi è "giusta". Ma tutti gli scrittori, di qualsiasi epoca, hanno fatto lo stesso. In questi anni ( sono sei) in cui ho lanciato il sito, ho avuto modo di conoscere molte persone veramente brave, che hanno una vita normale, un normale lavoro, che tutti i giorni faticano, si impegnano nella famiglia, e che usano con serietà le nuove tecnologie. Non è vero quindi che internet è il luogo del nascondimento personale. Dipende sempre da noi, da quello che vogliamo veramente. E' vero, è difficile conoscersi personalmente, per motivi geografici o per storie personali. Ma c'è comunque la possibilità di ottime conoscenze. Io ho conosciuto personalmente alcuni dei miei lettori o collaboratori, e sono nate ottime amicizie. E' vero che la società, in generale, come ho scritto nel mio libro, ha forse perso molti punti di riferimento, a livello generale. Ma sono convinto che le nuove generazioni ne sapranno creare dei nuovi, ed anche migliori. E' una sfida, certo. Ma come tutte le sfide, bisogna aver la forza di raccoglierla, per vivere più pienamente il nostro tempo. Per costruire insieme una società più a misura d'uomo. Ma per far questo bisogna partire da noi stessi, da quello che vogliamo veramente comunicare. Se la nostra comunicazione sarà basata su valori positivi di umanità, amicizia, solidarietà, amore per gli altri, sicuramente avremo un ritorno di comunicazione positiva. Ma se siamo chiusi in noi stessi, la comunicazione, come un cerchio, ci farà tornare addosso solitudine e scontentezza. E di questo potremo dare la colpa solo a noi stessi.
postato da claudioattardi | 12:13 | commenti (1)