Lo spirito dell'uomo medievale

   Un punto d'incontro virtuale per ritrovare il nostro spirito, un modo per conoscerci attraverso le vicende belle e dolorose dello spirito dell'uomo medievale, per ritrovare il nostro spirito. A cura di Claudio Attardi


lunedì, 21 aprile 2008
 

Ottava e ultima lezione - Prologo

"Perchè la beatitudine altro non è che godere del Sommo Bene, e il Sommo Bene è sopra di noi; nulla può rendere felice se non ci si eleva sopra se stessi, non con il corpo ma con il cuore; e non possiamo elevarci se non attraverso una forza superiore che ci eleva. (San Bonaventura da Bagnoregio) "

Beatitudine e felicità: chi di noi non la cerca? Bisogna però distinguere. La felicità non è che uno stato momentaneo, in cui non ci si ricorda più di nulla e si vive quell'emozione intensa, Diversa quindi dal benessere,  che invece può durare nel tempo.  Un film era inituolato "Chiedimi se sono felice"...ed era una commedia tragicomica. S. Bonaventura, nativo del Lazio, maestro francescano del '300, afferma che la felicità si trova in Dio. Oggi per noi è molto difficile credere questo, perché la società consumistica ci porta ormai a trovare la felicità in beni consumati in fretta e in piccoli stati di benessere o di gioia momentanei, tutti molto passeggeri. Possesso di cose, denaro, potere, sesso facile. Un mondo di valori fatti di velocità e di esagerazione. Che ci riportano poi inevitabilmente allo sconforto e alla solitudine quitidiana, un incubo spesso per molti di noi. Se non ci si eleva sopra se stessi, dice Bonaventuram la felicità o cmq il benessere non lo troveremo. Una vita semplice e più a nostra misura, e non più a misura del possesso e del consumo a tutti i costi? Già potrebbe essere il primo passo per lasciar perdere e buttare molta spazzatura dell'anima.

postato da claudioattardi | 06:55 | commenti (3)