AVVISO
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Settima lezione - II Parte
Tu ci hai fatti per te e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te. (S. Agostino)
L'inquietudine dell'uomo contemporaneo è figlia di quel Novecento in cui, con due guerre mondiali, si sentiva, soprattutto negli animi più sensibili, che anche le religioni non erano state sufficienti a spiegare il senso di eventi così tragici come la Shoà o le continue guerre. In filosofia era sorto il movimento della cosiddetta "morte di Dio", perché la religione non aveva più, come nel Medio evo e come nei secoli fino all'800, quella funzione di "ammortizzatore" spirituale, morale e sociale che aveva avuto. Oggi in tal senso c'è ancor più dispersione, ancor più individualismo. Ma accanto a questo ci sono indubbiamente segni di speranza. Lo si vede nello spirito di solidarietà che comunque unisce mirabilmente la nostra Italia, al di là di ogni barriera. Questo segno di pace, frutto di un cammino comune e di uno spirito comune, ci viene dalle radici medievali, e si attua anche oggi, ogni giorno. Se il nostro cuore è inquieto troveremo dunque pace non solo nella fede, ma anche nelle tante persone che, sia nella vita reale che in questo mondo virtuale, concretamente si aiutano giorno per giorno.
