Lo spirito dell'uomo medievale

   Un punto d'incontro virtuale per ritrovare il nostro spirito, un modo per conoscerci attraverso le vicende belle e dolorose dello spirito dell'uomo medievale, per ritrovare il nostro spirito. A cura di Claudio Attardi


martedì, 08 aprile 2008
 

AVVISO

Al termine di questo ciclo di lezioni il blog verrà sospeso fino a data da destinarsi. Grazie cmq a tutti i bloggers che hanno seguito questo ciclo di lezioni on line di storia.

Settima lezione - I Parte

Tu ci hai fatti per te  e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te. (S. Agostino)

L'inquitudine umana è legata  a quel paradosso della libertà individuale, che lascia ciascuno il pieno diritto/dovere di operare delle scelte, ma che rende ogni scelta sempre incompleta, per cui non si rimane mai appagati. I versi dell'ultima canzone di Tricarico "Vita tranquilla" sono emblematici:

Ho sempre pensato
Quando avrò questo sarò saziato
Ma poi avevo questo…ed era lo stesso
Ho sempre pensato
Troverò il mare e sarò bagnato
Il mare ho trovato… ma nulla è cambiato… nulla

La ricerca di pace interiore, forse il bene più prezioso e ricercato, da S. Agostino (IV sec.) arriva dritta fino all'uomo odierno, persino in una canzone uscita poche settimane fa:

Io… voglio una vita tranquilla
Perché è da quando sono nato
Che sono spericolato
Io… voglio una vita serena
Perché è da quando sono nato… che è
Disperata… spericolata…
Però libera… verd’è sconfinata


S. Agostino indica una soluzione precisa, legata alla sua fede e al suo tempo. Un tempo di grandi contrasti, il suo, con l'impero romano ormai in declino e la nuova religione, il cristianesimo, che già fa intravedere il sorgere di una nuova civiltà, che nasce sulla spinta dei nuovi popoli che premono ai confini dell'impero.  Agostino, giovane avvocato nord africano, aveva convissuto per anni con una donna separata, da cui aveva avuto un figlio. Morti sia la compagna che il figlio, si trasferisce a Milano, sede di un prestigioso foro, per esercitare la sua professione. Qui incontra S. Ambrogio e si converte al cristianesimo. Tornato in Africa diventa vescovo e i suoi scritti ( in latino) sono tra i più belli della letteratura mondiale. Soprattutto le sue "Confessioni" un diario personale, un vero e proprio blog ante litteram, disegnano questa vita così inquieta fino alla conversione. Carattere forte, intelligenza eccezionale, un uomo che vive intensamente e con passione tutte le sue vicende, con un occhio alla ricerca del senso delle cose che gli accadono. Questo senso lo trova nella fede, pur vivendo in una società del tutto libera nei costumi e nel pensiero, molto somigliante alla nostra in questo senso. E noi, come risolveremo le nostre inquietudini? Dove e come trovare la pace interiore, il bene più prezioso, in mezzo a tante lotte e sofferenze quotidiane, in mezzo a tanti stimoli che ci vengono dalla società multimediale? Trovare il senso di tutto questo vorrà dire trovare la pace interiore. Ma trovarlo dipende da noi, siamo noi che glielo dobbiamo dare. E' questa la strada indicata dalla vita di S. Agostino.

postato da claudioattardi | 08:05 | commenti