Lo spirito dell'uomo medievale

   Un punto d'incontro virtuale per ritrovare il nostro spirito, un modo per conoscerci attraverso le vicende belle e dolorose dello spirito dell'uomo medievale, per ritrovare il nostro spirito. A cura di Claudio Attardi


mercoledì, 26 marzo 2008
 

Sesta lezione - "Prega e lavora...l'ozio è il padre dei vizi"....(dalla Regola di S. Benedetto da Norcia)

I PARTE

Oggi il problema del lavoro sta diventando sempre più al centro della preoccupazione delle persone, soprattutto dei giovani, per i quali non esiste più un posto fisso, ma solo precariato. Oltre a questo c'è una sorta di schizofrenia sociale, perché ai lavoratori si richiede sempre più impegno, con turni e straordinari, e sempre meno sicurezza si offre, sia dal punto di vista del salario, ampiamento svalutato, sia della stabilità del posto di lavoro che della sicurezza. Si risparmia in pratica sulla pelle di chi deve in pratica eseguire i lavori, in nome della "razionalizzazione" delle risorse, che però non riguarda mai i dirigenti o i manager, chissà perché...Una storia che si ripete? No, una volta c'era più rispetto per le persone, e c'erano anche imprenditori che avevano a cuore la sorte degli operai. Oggi non è quasi più così, per molte ragioni, soprattutto per ragioni di business. Eppure S. Benedetto è il primo intellettuale (monaco) dell'Europa Occidentale a dare un'importanza tale al lavoro da metterlo nel cuore di una regola religiosa. L'uomo, secondo lui, e il monaco in particolare, non ha solo il compito di pregare, ma anche di contribuire alla trasformazione della società, attraverso il lavoro. Il lavoro assume quindi per la prima volta nella storia dell'Europa occidentale un ruolo di dignità che nell'epoca antica non aveva, e che sarà ripreso poi, in un altro contesto, nelle lotte sociali dell'800. Un questione attualissima che ha le sue radici, stranamente, nel pensiero rivoluzionario di un monaco eremita....

postato da claudioattardi | 08:41 | commenti