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giovedì, 28 febbraio 2008
Niente di più grande (Quinta lezione - Prologo)
"Noi pensiamo che Tu sia Colui di cui non si può pensare niente di più grande" (S. Anselmo d'Aosta, Proslogion)
Cari amici, siamo di nuovo di fronte ad una riflessione che per noi non è più usuale, anzi ci rimane così distante, che ci sembra quasi inutile ...almeno in apparenza. Prima di tutto oggi noi non siamo più abituati a riflettere ma a correre. Questo in generale...Gli spazi per pensare sono sempre più ristretti, mentre si dilatano quelli degli impegni concreti. E ci si perde e ci si stressa dietro a mille cose. Figuriamoci se uno si mette a fare filosofia, teoria, approfondimento sul senso del proprio essere o delle cose. Non c'è semplicemente tempo. Già le prime due parole di S. Anselmo sono abbastanza distanti: "Noi pensiamo"....ma noi siamo sicuri di farlo ogni tanto? Oppure siamo sulla giostra del consumo e scendere è quasi impossibile, anzi ci aggrappiamo ad essa come scusa per non pensare? e poi quel "Noi" è proprio fuori moda, si è molto più abituati a dire "Io penso", cioè ad essere individualisti e autoreferenziali.
Quel "Noi pensiamo" di Anselmo richiama invece una vita vissuta all'interno di un sentire comune, di una comune esperienza, come quella monastica, vissuta a cavallo tra il XI e il XII secolo. Esperienza che non è solo religiosa, ma umana, sociale, e che è determinante per la nascita del pensiero moderno e della storia europea. Ancora in pieno Settecento il primo dei filosofi che determina il pensiero contemporaneo, Kant, ritorna su questa frase. Per criticarla, ma vi ritorna. Come mai? Perché quel vecchio monaco e arcivescovo di Canterbury ancora fa dire qualcosa agli intellettuali della nostra epoca? Quel "Noi pensiamo", un pensare comune, un mettere insieme le esperienza e la conoscenza di ognuno, per crescere assieme, è un sasso nello stagno della nostra ferma modernità. Del nostro egoistico pensare che noi diciamo post moderno, ma che a volte è solo una difesa di posizioni. Sono troppo critico? Forse, ma già due parole m'hanno detto molto...
domenica, 24 febbraio 2008
AND THE WINNER IS......

Il regolamento di questo attestato di stima tra bloggers amici o lettori, che ho appena ricevuto, impone come regola di citare per lo stesso premio 10 e lode un altro blog. Dopo un po' di giri tra blog amici, dal punto di vista letterario, per il modo di raccontarsi con stile melanconico e disincantato, tipico dei grandi scrittori della sua terra, per la scelta accurata delle parole e dei loro accostamenti emozionali ho scelto...
http://nessunacertezza.splinder.com
della blogger CrisalideInversa, che spero gradisca questo mio apprezzamento, anche se non ne sono proprio sicuro, è difficile conoscersi veramente da queste parti...
REGOLAMENTO
"Dieci e lode" è un premio, un certificato, un attestato di stima e gradimento per ciò che il premiato propone.
Come si assegna?
Chi ne ha ricevuto uno può assegnarne quanti ne vuole, ogni volta che vuole, come simbolo di stima a chiunque apprezzi in maniera particolare, con qualsiasi motivazione (è o non è abbastanza elastico e libero?!) sempre che il destinatario, colui o colei che assegna il premio o la motivazione non denotino valori negativi come l'istigazione al razzismo, alla violenza, alla pedofilia e cosacce del genere dalle quali il "Premio Dieci e lode" si dissocia e con le quali non ha e non vuole mai avere niente a che fare.
Le regole:
- esporre il logo del "Premio Dieci e lode", che è il premio stesso, con la motivazione per cui lo si è ricevuto; è un riconoscimento che indica il gradimento di una persona amica, per cui è di valore;
- linkare il blog di chi ha assegnato il premio come doveroso ringraziamento;
- se non si lascia il collegamento a questo post già inserito nel codice html del premio provvedere a linkare questa pagina;
- inserire questo regolamento;
- premiare almeno un blog aggiungendo la motivazione.
Queste regole sono obbligatorie soltanto la prima volta che si riceve il premio per permettere la sua diffusione, ricevendone più di uno non è necessario ripetere le procedure ogni volta, a meno che si desideri farlo. Ci si può limitare ad accantonare i propri premi in bacheca per mostrarli e potersi vantare di quanti se ne siano conquistati.
Si ricorda che chi è stato già premiato una volta può assegnare tutti i "Premio Dieci e lode" che vuole e quando vuole (a parte il primo), anche a distanza di tempo, per sempre. Basterà dichiarare il blog a cui lo si vuole assegnare e la motivazione. Oltre che, naturalmente, mettere a disposizione il necessario link in caso che il destinatario non sia ancora stato premiato prima.
Buona domenica a tutti
Claudio
venerdì, 22 febbraio 2008
Senza parole....
Il blog Antologica mi ha assegnato un premio per la chiarezza dei contenuti storici...sono senza parole amici...grazie!!!
Pensare che io difficilmente leggo blog, non ho tempo in realtà, ma qualcuno che mi legge evidentemente c'è.

Forse dieci e lode è anche troppo, ma se lo dite voi...Grazie!!"
Dimenticavo...sono il solito pasticcione e quindi incollo il regolamento qui sotto
"Dieci e lode" è un premio, un certificato, un attestato di stima e gradimento per ciò che il premiato propone.
Come si assegna?
Chi ne ha ricevuto uno può assegnarne quanti ne vuole, ogni volta che vuole, come simbolo di stima a chiunque apprezzi in maniera particolare, con qualsiasi motivazione (è o non è abbastanza elastico e libero?!) sempre che il destinatario, colui o colei che assegna il premio o la motivazione non denotino valori negativi come l'istigazione al razzismo, alla violenza, alla pedofilia e cosacce del genere dalle quali il "Premio Dieci e lode" si dissocia e con le quali non ha e non vuole mai avere niente a che fare.
Le regole:
- esporre il logo del "Premio Dieci e lode", che è il premio stesso, con la motivazione per cui lo si è ricevuto; è un riconoscimento che indica il gradimento di una persona amica, per cui è di valore;
- linkare il blog di chi ha assegnato il premio come doveroso ringraziamento;
- se non si lascia il collegamento a questo post già inserito nel codice html del premio provvedere a linkare questa pagina;
- inserire questo regolamento;
- premiare almeno un blog aggiungendo la motivazione.
Queste regole sono obbligatorie soltanto la prima volta che si riceve il premio per permettere la sua diffusione, ricevendone più di uno non è necessario ripetere le procedure ogni volta, a meno che si desideri farlo. Ci si può limitare ad accantonare i propri premi in bacheca per mostrarli e potersi vantare di quanti se ne siano conquistati.
Si ricorda che chi è stato già premiato una volta può assegnare tutti i "Premio Dieci e lode" che vuole e quando vuole (a parte il primo), anche a distanza di tempo, per sempre. Basterà dichiarare il blog a cui lo si vuole assegnare e la motivazione. Oltre che, naturalmente, mettere a disposizione il necessario link in caso che il destinatario non sia ancora stato premiato prima.
Prima di assegnare un premio ci voglio pensare.....anche perché non giro molto per i blog quindi...datemi tempo per farlo nel week end poi vi farò sapere...Curiosi? Anch'io lo sono !!! Vedremo.....
domenica, 17 febbraio 2008
Blog ed espressioni spirituali - Quarta lezione- seconda parte
S. Tommaso e questa sua frase così bella mi fanno riflettere sulle nuove espressioni dello spirito umano, ormai presenti in rete. I fiumi di parole che S. Tommaso ha prodotto sulla carta, corretta più volte, come si vede dai suoi manoscritti originali, si ritrova in un altro fiume di parole, quello presente nella rete e nei blog. Parole che esprimono non solo Dio, nei blog più coinvolti in discorsi di fede e spiritualità, ma anche lo spirito dell'uomo, molto spesso inquieto e dal difficile equilibrio. Oggi il confronto, che all'epoca era nelle piazze o nelle aule delle università, si svolge qui, nella realtà virtuale che fa spostare parole ed espressioni umane da un punto all'altro del pianeta in pochi minuti. Quindi la circolazione delle idee, che è frutto di quella grande civiltà, è stata da noi ripresa in maniera globale e personale assieme. Perché le nostre espressioni umane ne incontrano in rete altre, che interagiscono tra loro. Questo confronto, secondo me, è sempre molto parziale, perché fatto solo di parole, che a volte nascono da vite reinventate in rete, un po' per gioco, un po' per noia, un po' per una vita reale troppo stretta. Però sono cmq espressioni della nostra epoca, che dobbiamo accettare e sulle quali confrontarci. Sarà possibile anche qui un confronto e un'interazione nella verità o nella sincerità? Difficile dirlo, dipende da cosa ciascuno vuol esprimere e cosa vuol fare. In fin dei conti dalla nostra coscienza, davanti alla quale non basta un nick anonimo o uno schermo. Pensiamoci, quando ci colleghiamo al blog, in chat, quando scriviamo i nostri post. Dall'altra parte del filo c'è sempre una persona. Che merita il nostro rispetto.
venerdì, 15 febbraio 2008
Questo blog aderisce alla giornata
del risparmio energetico 2008
mercoledì, 06 febbraio 2008
Quarta lezione - prima parte
"Io penso che il compito principale della mia vita sia esprimere Dio, in ogni mio pensiero e in ogni mio sentimento" (Contra Gentiles L I c.3)
Il contributo più originale che san Tommaso dà al pensiero filosofico che lo seguirà è la cosiddetta "analogia entis", nel suo capolavoro filosofico che è il "De ente et essentia". Ogni cosa ha la caratteristica di essere, qualità che sta alla base di ogni realtà. Noi possiamo ragionare e conoscere proprio per questa qualità comune a noi e al mondo che ci circonda. Ora le cose e le persone hanno questa qualità in misura diversa, per cui noi possiamo ragionare su una cosa o su una persona anche se non è presente lì, proprio per la sua qualità di essere. Esiste quindi l'idea generale che noi abbiamo delle cose: l'uomo ha sempre determinante caratteristiche, che chiamiamo "essenziali". L'essenza è quindi il succo, il riassunto delle caratteristiche imprescindibili di ogni cosa. Per cui noi possiamo razionalizzare le singole cose raggrupando in generi e specie. Ogni singola cosa poi ha sue caratteristiche particolari, l'essere (ente) è quindi riferito alla cosa particolare. Noi tutti sappiamo cos'è una sedia (essenza), ma nel concreto esistono tante forme diverse (ente) di materiale diverso, ma cmq riconducibili a quel concetto. Così è possibile avere una scienza astratta che parte dalla realtà concreta. Più una cosa possiede la qualità di essere, più è difficile da conoscere. Se passiamo agli animali e poi all'uomo, è difficile sempre di più isolare ciò che è essenza da ciò che appartiene a quell'ente singolo particolare. Alla fine di questa scala di esseri c'è Dio, in cui non esistono cose accidentali, essendo Lui lo stesso Essere sussistente. Ma noi possiamo conoscere qualcosa di Lui proprio per l'analogia tra il suo essere perfetto e il nostro essere imperfetti.
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