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venerdì, 30 marzo 2007
NICKNAME 
Questo modo di comunicare i nostri pensieri o le nostre vicende umane, così, attraverso il solo testo scritto, è un po' particolare, lo sapete. Molti lo criticano, perché lo vedono limitato. Qui si scrive solo, non ci si conosce, addirittura ci si nasconde dietro nomi di fantasia ( li chiamano nickname) per essere più liberi o più protetti, a seconda dei casi. Io sono un po' contrario al nickname, e quindi non lo uso, prendendomi i miei rischi. Ma sono rischi solo teorici. Infatti, paradossalmente, non ho avuto mai problemi, e se ho il cellulare sul blog per via dei corsi on line che tengo, ebbene è stato sempre usato dai lettori con estrema parsimonia, con grande senso di responsabilità ed educazione, tanto che posso dire di non essere assolutamente pentito di averlo fatto, anzi è stato utile, a volte, per aiutarci a vicenda. Quindi il salto di qualità nel tipo di comunicazione, da mediata, computerizzata a comunicazione diretta è stato un salto virtuoso, ed è stato un bene farlo.
Infatti a lungo andare la comunicazione mediata dal computer, se rimane solo a questo livello, può diventare negativa, tanto che a volte, in assenzo di conoscenza diretta, sia telefonica che visiva, sembra di comunicare con delle ombre, o peggio con qualcuno che in realtà non esiste....E chi insiste troppo ad usare solo questa, rischia un'involuzione nei rapporti umani normali. E' per questo che invito sempre, per chi vuole, a fare ogni tanto il "salto di qualità". Perchè non vero che internet è solo il luogo dell'ambiguità e del nascondimento. Può essere anche un potente mezzo di aiuto e di conoscenza reciproca, nel pieno rispetto delle diversità e della vita di ciascuno. Insomma non solo un altro mondo è possibile, ma anche un'altra comunicazione, un'altra società. Troppo ottimista? Allora vi prego, non fatemi cambiare idea.
Claudio Attardi -
attardiclpat@libero.it
http://www.medio-evo.org
venerdì, 23 marzo 2007
Europa Europa 
Cari amici, oggi si celebra il 50mo anniversario dei trattati di Roma, quelli che hanno portato alla Comunità europea. Voi sapete come la penso. L'unione normalmente fa la forza, e l'Europa ha un grandissimo patrimonio comune di cultura umanistica e di fede, ed è questa la nostra parte migliore trasmessa ai popoli di altri continenti. Queste radici culturali e spirituali non si possono eludere, facendo finta che non ci siano, anche perchè devono diventare il motore culturale, spirituale, economico e politico del nostro futuro. La radice medievale di tante parti della nostra Italia e dell'Europa in genere riaffiora prepotentemente ogni volta che si parla di questi temi. Le prime forme politiche e spirituali della nostra moderna Europa si trovano lì, come ho largamente dimostrato più volte nei miei studi. C'è un filo che, volenti o nolenti, ci lega al passato, e che è indispensabile per capire il futuro. Non solo, ma anche per sviluppare quelle risorse umane che sono decisive in ogni tipo di attività. Mentre altre culture previlegiano la tecnologia, l'ideologia, l'orgoglio nazionale, oppure l'economia, noi, con il nostro patrimonio di fede e di cultura dobbiamo valorizzare l'uomo, italiano ed europeo, nelle sue capacità di ragione e di fede, di sviluppo interiore personale e sociale, nella grandissima capacità di accogliere le diversità dei popoli europei come una ricchezza, che è l'unico vero mezzo per migliorare la nostra società, italiana e europea.
Claudio Attardi
venerdì, 16 marzo 2007
Cosa bolle in pentola
In questi giorni tante cose: la discussione sulle coppie di fatto, la legge elettorale, lo scandalo (ricorrente) di vip e foto, referendum e governo ballerino, canzoni di Sanremo, ecc. e così sta per arrivare Pasqua. Io sto benino, ho ancora qualche fastidio alla schiena e alla gamba, tanto che mi sembra di essere come il governo Prodi: ogni tanto mi cede la sinistra. Cmq devo dire che a livello personale questi giorni mi stanno arrivando diverse attestazioni per questo lavoro svolto in internet e tutte le iniziative collegate. Io non sono di quelli che si nasconde: i complimenti e i riconoscimenti fanno sempre piacere, e poi il lavoro di uno storico è spesso poco conosciuto o relegato dentro biblioteche polverose tra libri pieni di muffe e tarme....Le iniziative sono molte, e star dietro a tutto non è facile, tanto che a volte sono tentato di chiudere questo blog .
Ma iniziare una cosa e non portarla a termine non è da me. Perciò, piano piano si dipana tutto, anche perché rimane intatta la voglia e il desiderio di comunicare con voi. A proposito, non ho visto più commenti in giro per il blog e allora i casi sono due. O quello che dico assomiglia alla "bocca della verità", ma io non ci credo, nessuno ha tutta la verità in tasca, caso mai ci si arriva assieme con il confronto. Oppure questo spazio comincia ad essere involuto, troppo ripetitivo, ma questo è anche normale, perché ognuno di noi non vede che una piccola parte di tutta la realtà, interpretandola di continuo e aggiustandola secondo i propri valori....Ecco perchè, se passate e mi lasciate un commento sarebbe meglio. E' questa la forza di internet: può farci sentire vicini, anche se siamo distanti. Vi pare poco?
Claudio
mercoledì, 14 marzo 2007
La parola e la chiacchiera
Vorrei che potessimo comunicare l'uno con l'altro parlando, più che chiacchierando. Cosa voglio dire? Semplicemente che la parola disvela, secondo l'intenzione di colui che parla, il proprio essere, con lati luminosi e lati oscuri, con speranze e disillusioni, con fatiche e gioie, con quanto riveliamo di noi stessi. Poter parlare liberamente, senza giudizio, senza accuse, senza schemi, ed essere ascoltati così, senza remore, come un fiume di parole ognuna con il suo peso specifico. Come sarebbe bello! Oggi però non si parla più, si ha paura di venir fuori per quello che si è, soprattutto non si hanno più luoghi e spazi di tempo per farlo. Perché parlare così è anche faticoso, non è facile.
Oggi invece, se volete, potete chiacchierare: per le chiacchiere c'è spazio, tempo, e anche denaro, visto il moltiplicarsi di chiacchiere nei mezzi di comunicazione. Chiacchiere inutili, spesso dannose, ma che fanno audience e quindi business, denaro. Certi personaggi, oggi finiti in cronaca nera, lavorano da una vita sulla chiacchiera, anche sulla nostra, che ci accapigliamo sulla vita di star e vip vari.
Ma se voglio parlare, dove potrò trovare spazio, tempo, e soprattutto ascolto? nella Tv? in rete? in una società di specchi deformanti e di immagini ritoccate? Datemi una risposta, se ne siete capaci.
Claudio
giovedì, 08 marzo 2007
Care amiche e donne bloggers,
Vorrei prima di tutto ringraziarvi per tutti i contatti e commenti lasciati su questo blog che, pur parlando di Medio evo, un'epoca altamente maschilista, è stato più volte da voi visitato e commentato. Vi ringrazio di avermi contattato, di avermi scritto e mandato messaggi, di aver cmq avuto fiducia, che spero di ripagare sempre. Certo qui non si parla solo di Medio evo, ma resta il fatto che lo spirito dell'uomo medievale fu profondamente maschilista e autoritario nei confronti della donna. Vista come fonte di libidine e peccato, come oggetto di desiderio e di paura, fata e strega, portatrice comunque di un mistero che affascinava e respingeva, di una intelligenza che gli uomini non capivano e tentavano quindi di reprimere. Ma il Medio evo non fu solo questo, per fortuna. Esso è infatti la culla della cortesia verso la donna, dell'amore romantico, sublimato e rialaborato dai trovatori e dai cavalieri: il termine "cortesia" deriva proprio da questa epoca. Io vorrei dedicarvi in questo giorno una poesia che canta la donna come "Domina", signora e protagonista fondamentale della storia dell'umanità, riprendendo le parole di Dante nel Paradiso:
Vergine Madre, figlia del tuo figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d'etterno consiglio,
tu se' colei che l'umana natura
nobilitasti sì, che 'l suo fattore
non disdegnò di farsi sua fattura.
Nel ventre tuo si raccese l'amore,
per lo cui caldo ne l'etterna pace
così è germinato questo fiore.
Qui se' a noi meridiana face
di caritate, e giuso, intra ' mortali,
se' di speranza fontana vivace.
Donna, se' tanto grande e tanto vali,
che qual vuol grazia e a te non ricorre
sua disianza vuol volar sanz'ali.
La tua benignità non pur soccorre
a chi domanda, ma molte fiate
liberamente al dimandar precorre.
In te misericordia, in te pietate,
in te magnificenza, in te s'aduna
quantunque in creatura è di bontate.
AUGURI A TUTTE LE DONNE
Claudio Attardi
347 3489472
mercoledì, 07 marzo 2007
La rivoluzione della mitezza
E' un po' di tempo che, guardando in giro per la rete o la tv, oppure leggendo i giornali o incontrando le persone e parlando con loro, vedo un grosso contrasto. Da una parte fatti di guerra, di politica, di cronaca nera, reality, trasmissioni di intrattenimento o di politica mostrano sempre più l'andamento violento della società. Sono lontanissimi ad esempio i dibattiti politici della televisione degli anni sessanta e settanta, come sempre un po' più efferata è la cronaca che ci viene dai vari fronti di guerra o dai fatti della nostra bella Italia. Sembrano rotti tutti i limiti imposti dalla convivenza civile, dall'educazione, dal rispetto, da una cultura che dovrebbe trasmettere valori un po' diversi dal denaro facile e dal potere.
Dall'altra, parlando con le numerose persone che incontro ogni giorno (dai 18 agli 80 anni e più) si vede il bisogno diffuso di qualcuno o qualcosa che spezzi la spirale dei meccanismi di difesa, qualcuno che ci accolga per quello che siamo, senza giudizi, senza guerre psicologiche, senza armi di distruzione individuale come la maldicenza, la prevaricazione, la presunzione, il giudizio facile, l'arroganza, l'egoismo, per cui tutti giriamo armati fino ai denti.
Io penso che per colmare questo bisogno non basta parlare di pace, è un discorso troppo generico, e, alla fine banale e superficiale. Bisogna ricostruire qualcosa di positivo a livello profondo, un nuovo atteggiamento interiore, una rivoluzione della mitezza. Basta con i muri, basta con le armi, basta con le aggressioni gratuite. Qualcuno ha detto, tanto tempo fa, "Beati i miti". Controsenso o rivoluzione? Mito o concreta possibilità? Questa mia sarà un'utopia, una specie di "isola che non c'è?" Io non lo credo. Me lo dicono le decine di persone che ogni giorno mi parlano, le altre che visitano blog e sito, le altrettante che mi scrivono o che mi mandano sms. Tutti cercano un segno, una speranza. Lo troveranno? Io in fondo non conto molto, sono molto piccolo di fronte a tutto questo. Quello che conta però è rimettere in moto i cervelli, le anime, i cuori. Un altro mondo è certo possibile, e non solo per l'economia, ma per i nostri rapporti umani. Basta fare la rivoluzione. La rivoluzione della mitezza.
Claudio Attardi
347 3489472
lunedì, 05 marzo 2007
Vado al massimo
Cari amici, c'è qualcuno che vuole ascoltarmi ? Bene, nel sito c'è una nuova lezione in mp3 sul monachesimo medievale, scaricabile gratuitamente. Naturalmente consiglio una connessione veloce, dato che si tratta di quasi 20 MB, con musica e tutto. Indirizzo:
http://www.medio-evo.org/spaziomultimediale.htm
Altra notizia: sono in nomination! Ma attenti: non siamo al GF o a Los Angeles. Semplicemente l'Associazione Italia Medievale ha messo il mio sito tra i 5 candidati all' omonimo premio, categoria multimediale. E voi potete aiutarmi nella corsa al premio votando il mio sito. Per poter far questo, basta collegarsi all'indirizzo
http://www.italiamedievale.org/sito_acim/premio_italia_medievale/2007/premio07.html e seguire le istruzioni.
Vincerà il sito più votato, quindi invito tutti i lettori di questo blog a votare
Medio & evo fin da adesso.
Ecco la pagina dei candidati
http://www.italiamedievale.org/sito_acim/premio_italia_medievale/2007/nominat_categorie/g07.html
Basta inviare una mail o un sms o un fax con nome cognore e città
di residenza e indicare come preferito il mio sito ( sigla G5). Se lo preferite, ovviamente. Sennò amici come prima.
Insomma in questo periodo canto con Vasco "vado al massimo"....
Fatemi sapere le vostre opinioni
Claudio
347 3489472
venerdì, 02 marzo 2007
PENSA
di Fabrizio Moro -
Testo della canzone presentata a Sanremo 2007
Ci sono stati uomini che hanno scritto pagine
Appunti di una vita dal valore inestimabile
Insostituibili perchè hanno denunciato
Il più corrotto dei sistemi troppo spesso ignorato
Uomini o angeli mandati sulla terra per combattere una guerra
Di faide e di famiglie sparse come tante biglie
Su un'isola di sangue che fra tante meraviglie
Fra limoni e fra conchiglie... massacra figli e figlie
Di una generazione costretta non guardare
A parlare a bassa voce a spegnere la luce
A commentare in pace ogni pallottola nell'aria
Ogni cadavere in un fosso
Ci sono stati uomini che passo dopo passo
Hanno lasciato un segno con coraggio e con impegno
Con dedizione contro un'istituzione organizzata
Cosa nostra... cosa vostra... cos'è vostro?
E' nostra... la libertà di dire
Che gli occhi sono fatti per guardare
La bocca per parlare le orecchie ascoltano...
Non solo musica non solo musica
La testa si gira e aggiusta la mira ragiona
A volte condanna a volte perdona
Semplicemente
Pensa prima di sparare
Pensa prima di dire e di giudicare prova a pensare
Pensa che puoi decidere tu
Resta un attimo soltanto un attimo di più
Con la testa fra le mani
Ci sono stati uomini che sono morti giovani
Ma consapevoli che le loro idee
Sarebbero rimaste nei secoli come parole iperbole
Intatte e reali come piccoli miracoli
Idee di uguaglianza idee di educazione
Contro ogni uomo che eserciti oppressione
Contro ogni suo simile contro chi è più debole
Contro chi sotterra la coscienza nel cemento
Pensa prima di sparare
Pensa prima di dire e di giudicare prova a pensare
Pensa che puoi decidere tu
Resta un attimo soltanto un attimo di più
Con la testa fra le mani
Ci sono stati uomini che hanno continuato
Nonostante intorno fosse tutto bruciato
Perchè in fondo questa vita non ha significato
Se hai paura di una bomba o di un fucile puntato
Gli uomini passano e passa una canzone
Ma nessuno potrà fermare mai la convinzione
Che la giustizia no... non è solo un'illusione
Pensa prima di sparare
Pensa prima di dire e di giudicare prova a pensare
Pensa che puoi decidere tu
Resta un attimo soltanto un attimo di più
Con la testa fra le mani
Pensa
A me questa canzone ha fatto venire i brividi. Grandiosa!
Claudio
347 3489472
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