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sabato, 30 dicembre 2006
Una proposta "indecente"
E' quella che vi faccio tra il serio e il comico: scambiamoci gli auguri di buon 2007 via sms. "Indecente" per chi tende a nascondersi dietro un computer, o che magari è troppo timido, o magari non ha proprio voglia di parlare . Un bell'augurio, magari con foto MMS. Voglio vedere quanti "matti" avranno il coraggio di farlo....!!! Però va bene anche qui, tanto dal primo gennaio mi staccherò dalla rete per un cambio di gestione del server e quindi per un po' non vi romperò più con questi giochetti sulla comunicazione. Grazie a tutti quelli che già mi hanno contattato a Natale, questo è ancora il primo anno di blog, anzi i primi otto mesi, ma quanta gente brava c'è in giro!! Viva l'Italia.
Auguri a tutti di un buon anno nuovo!!!!
Claudio Attardi
347 3489472
martedì, 26 dicembre 2006
Natale e metamodelli
La festa della nascita di Cristo da sempre interroga ciascuno di noi. E’ nato, è Natale, sì, ma perché festeggiare in tutto il mondo la nascita di un uomo? Certo non è un uomo qualsiasi, perché la sua dottrina morale, sociale, religiosa, la sua visione dell’uomo segnano una svolta fondamentale per tutti. Non solo, ma la sua coerenza di pensiero e di vita è stata tale da essere pagata con un’ingiusta condanna a morte. Quell’uomo dava fastidio, lo dà tuttora, visto che sempre meno se ne parla, per cui è diventato un natale, ma di chi? Una festa, ma che si festeggia? Ciò che mette di più in crisi non è tanto la sua dottrina, forse la più bella mai proclamata, dalla quale tutti hanno poi preso qualcosa, persino Marx, o Nietsche. Infastidisce quella sua pretesa di essere rivelazione ultima di Dio, Figlio suo, Dio stesso. E questa sua coerenza nel proclamare ciò ci pone di fronte ad una scelta. Ora, l’atteggiamento che si prende di fronte a questo fatto e a quest’uomo è riconducibile di solito a tre categorie : generalizzazione, cancellazione, distorsione. Prendo queste tre parole pari pari dal testo “La struttura della magia” di Bandler e Grinder, un testo “sacro” della PNL, che però ben si presta a questa riflessione.
Il primo atteggiamento è di generalizzazione. E’ Natale, sì, ma la nascita di Cristo è paragonabile alla nascita di grandi testimoni della storia, che hanno pagato con la vita la coerenza della dottrina o l’amore per il prossimo. Ce ne sono tanti, e nel Natale possiamo trovare come un simbolo di tutti questi personaggi, più o meno conosciuti, che hanno fatto questo percorso.
Un secondo atteggiamento è di cancellazione. Natale è una festa tradizionale, ormai legata a momenti di convivialità, di affetto familiare e sociale, o a momenti di svago o di vacanza, o di maggiori possibilità economiche. La nascita di Cristo è quindi dimenticata, per far posto ad altri valori, altre tradizioni, tant’è che in alcune metropoli multireligiose il presepe è quasi del tutto assente.
Un terzo atteggiamento è di distorsione. In realtà il Natale non è una data storica, ma una tradizione della Chiesa cattolica che, per far fronte alla festa pagana del passaggio stagionale o del solstizio invernale, ha messo questa festa religiosa, che oggi non ha quasi più senso, in quanto la nostra società non ha bisogno di ricordare la nascita di qualcuno per far festa. Anzi festeggiare la nascita di un uomo non ha senso, per quanto universalmente riconosciuta sia la sua dottrina e la sua vicenda.
Qualunque sia il nostro atteggiamento di fronte al Natale di Cristo, esso comunque continua ad interrogarci in maniera coinvolgente. Altrimenti non si spiegherebbe come un libro laico come “Inchiesta su Gesù” di Corrado Augias, abbia raggiunto le vette delle classifiche, e perché un libro pieno di stupidaggini storiche come il “Codice da Vinci” sia diventato il successo dell’anno.
Il mistero di Dio che si fa uomo è un metamodello che interroga i nostri modelli mentali, che siamo credenti o no.
Buon Natale a tutti
Claudio Attardi
domenica, 24 dicembre 2006
Buone feste!!!
A tutti gli amici bloggers un grande augurio per un sereno
Natale e per un Felice 2007. Un abbraccio a tutti dal vostro
Claudio.
lunedì, 11 dicembre 2006
Compleanno
Domani 12 dicembre compio 50 anni. Caspita quanti sono! Che dire, cari amici, è comunque una tappa importante, un momento di riflessione, pensando al passato, alle molte cose belle e ai molti doni ricevuti dal Cielo, alla mia famiglia, mia moglie, i miei genitori e i miei suoceri, sorelle e cognati, nipoti, amici, colleghi, conoscenti, insomma tutti quelli che mi conoscono personalmente , e anche per la mia attività in rete, fra i quali ci siete anche voi. Certo, in questo blog ho conosciuto bravissime persone e anche queste mi porto al volgere di questo cinquantesimo anno. Naturalmente ringrazio Dio di avermi portato fino a qui in salute ( già, anche quella sta migliorando), e di aver messo nel mio cuore e nella mia testa questo desiderio di comunicare e di usare questi grandi mezzi per allargare i nostri orizzonti e per far correre nei fili del Web non solo la cultura e la storia, ma anche le nostre emozioni, le gioie, i dolori, le fatiche, le speranze, la bellezza di questa vita, di questo unico percorso meraviglioso. Domani, se qualcuno vorrà, potrà anche chiamare al solito numero, quello pubblico che lascio in rete per la mia attività professionale, che è anche scambio di vite e di vita. Vi abbraccio e vi bacio tutti, idealmente, non potendolo fare di persona. Ciao!
Claudio
347 3489472
mercoledì, 06 dicembre 2006
JAUFRE' RUDEL DE BLAIA
Una vita segnata dallo spirito dell'uomo medievale, quella del poeta provenzale, che scrive in un misto di francese e spagnolo antico, la celebre "lingua d'oc", poemi sulla lontana contessa di Tripoli, che ama senza averla mai vista di persona. Amore cortese e spirito crociato si intrecciano nei suoi raffinati poemi d'amore, che hanno trovato spazio nel sito a lui dedicato e chiamato "Accademia Jaufré Rudel" http://www.accademiajr.it
Ecco un celebre brano della sua vita, tradotto in italiano
"Jaufre Rudel de Blaia era uomo molto nobile, principe di Blaia. E si innamorò della contessa di Tripoli, senza averla mai vista, per il bene che ne sentiva dire dai pellegrini che venivano da Antiochia. E su di lei compose molti vers con buone melodie, ma con parole mediocri. E per il desiderio di vederla si fece crociato e si mise per mare, e sulla nave lo prese una malattia, e fu condotto a Tripoli, in un albergo, e dato per morto. E fu fatto sapere alla contessa, ed ella venne da lui, al suo capezzale e lo prese fra le braccia. Ed egli si rese conto che si trattava della contessa e di colpo recuperò l'udito e l'odorato e si mise a lodare Dio di avergli concesso di vivere tanto da poterla vedere; e così morì tra le sue braccia. Ed ella lo fece seppellire con grande pompa nella casa del Tempio; e poi, in quel giorno, si fece monaca per il dolore che provava per la sua morte. "
Ed ecco il famoso poema "Amor lontano"
Se il rivolo della fontana
Se il rivolo della fontana
si schiara siccome far suole
e rosa nel bosco é regina
e già l'usignolo sul ramo
canzon variata fa e piana
e leviga il canto e l'affina
è giusto se il mio l'accompagna.
Amore di terra lontana
per voi tutto il cuore mi duole,
nè posso trovar medicina
se non vado al suo richiamo:
amor calda e soffice lana,
tra i fiori oppur sotto cortina
insieme all'ambita compagna.
Non posso mai averla vicina
per questo nel fuoco son gramo;
gentile al par d'essa cristiana
mai visse, perchè Dio non vuole,
nè visse giudea o saracina;
si nutre di manna sovrana
chi un po' del suo amore guadagna.
Anelo di sera e mattina
a quella che amore più chiamo;
la voglia la mente fa insana,
la brama mi ruba quel sole,
più acuta puntura che spina
è il duolo che gioia risana:
nè lacrima voglio compagna.
Non carta ricerco anche fina,
quel vers lo avrà che cantiamo
in lingua sincera romana
Ser Ugo, cantando parole
Fillol: e canzon pittavina
sarà, e di Berri e di Guiana,
e gioia poi porti in Bretagna.
Claudio Attardi
http://www.medio-evo.org
347 3489472
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