Lo spirito dell'uomo medievale

   Un punto d'incontro virtuale per ritrovare il nostro spirito, un modo per conoscerci attraverso le vicende belle e dolorose dello spirito dell'uomo medievale, per ritrovare il nostro spirito. A cura di Claudio Attardi


mercoledì, 30 agosto 2006
 

Ascoltare
 
   Comunicare è ascoltare: e in effetti anche questo blog è divenuto un piccolo “centro d’ascolto”, non l’unico, certo. In fin dei conti, come mi diceva una giovanissima lettrice, siamo tutti anime perse nella “selva oscura” di questi tempi così difficili. L’ascolto dell’altro è difficile e meraviglioso, ma è fondamentale e non è una novità inventata dagli americani. S. Agostino stesso riflettendo nel suo “De Trinitate” parla di Dio come colui che parla con il silenzio e ascolta con le parole, anzi con la parola che è Verbo, Logos.  Bellissimo esempio. Anche noi parliamo con il silenzio: gesti, movimenti, respiro, un battere d’occhi, un’espressione, un’emozione, una lacrima. La comunicazione non verbale dice di noi molto di più che le parole, e non mente mai. Ma noi siamo anche capaci di ascoltare con le parole, quando entriamo nel mondo del nostro interlocutore e con le parole siamo capaci di esprimere le sue stesse emozioni. Io non so se sono capace di questo, in effetti tutti i giorni devo ricominciare da capo a imparare. Ma questo blog, come un centro di comunicazione e di spiritualità,  sta diventando una scuola di ascolto. E vedo che molti cercano questo ascolto, chi scrivendomi, chi telefonandomi, chi commentando anche in forma anonima. Va bene, molto bene. Una comunicazione libera e liberante. Ne abbiamo tutti bisogno.
 
Claudio Attardi.

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lunedì, 28 agosto 2006
 

La regola fondamentale di ogni comunicazione (un assaggio di lezione)
 
     Cari amici, voi sapete qual è il mio stile: massima apertura nella comunicazione e massimo rispetto reciproco, in quanto ogni diversità produce ricchezza di comprensione. Per questo ho più volte detto: contattatemi quanto volete, come volete, blog, mail, telefono ( è sull’elenco di Senigallia), cellulare. Non c’è problema, un professionista deve sapersi confrontare con tutti. In questo senso i corsi on line stanno avendo un buon seguito. Tutti noi infatti abbiamo bisogno continuamente di rinnovare il nostro modo di comunicare, che è poi la vita stessa. E qual è la regola fondamentale della comunicazione? Gli psicologi americani l’ hanno chiamata mirroring, rispecchiamento. Se io voglio comunicare con una persona, la prima cosa che devo fare è ascoltare. Ascoltare quello che mi dice non solo con le parole, ma con il comportamento, gesti, segnali, pause e termini che usa per esprimersi. Cercare di capirlo, entrare nel suo mondo:
se vuoi che una persona entri nel tuo mondo dovrai per primo tu entrare nel suo rispecchiandoti in esso. Semplice? Niente affatto. E’ molto, molto faticoso, e problematico.
     Fino a che punto infatti è giusto farlo, senza perdere la propria identità o i propri valori? Ma anche fino a che punto i miei valori possono essere validi per l’altro? Sono solo io nel giusto e l’altro è “sbagliato” e allora lo ascolto per correggerlo? Oppure tento di entrare nel mondo dell’altro per possederlo? Oppure giudicarlo, modificarlo secondo le mie regole?
     La nostra comunicazione è infatti come un cerchio. Se noi emettiamo un segnale, l’altro ci risponderà con un suo segnale di ritorno, e così via. E’ il cerchio della comunicazione, teorizzato da Watzlawick nel celeberrimo “Pragmatica della comunicazione umana”, del 1967. Ma è proprio una novità? Io credo di no. Infatti anche nell’antichità, e soprattutto nel Medio evo, con S. Agostino e S. Tommaso si concepisce la conoscenza e la comunicazione umana come un cerchio, secondo lo schema “emanazione- ritorno”.
     Badate che questo discorso non è filosofico ma riguarda i nostri rapporti di tutti i giorni, è quindi pragmatico. Infatti la nostra comunicazione dipende dalla nostra spiritualità. Dipende cioè dal nostro profondo atteggiamento verso noi stessi, le cose, le persone, le situazioni. Tutto quello che siamo e che comunichiamo ogni giorno ha una base precisa, il nostro spirito, l’atteggiamento di fondo con cui facciamo praticamente le cose. Non è teoria quindi, ma pratica quotidiana. La novità degli psicologi americani è stata quella di portare la costruzione filosofica dei medievali sul piano pratico.
   Ma quali sono i risvolti pratici di questo discorso? Iscrivetevi ai corsi secondo le modalità preferite, e ne saprete di più.
 
Segreteria dei corsi on line, per parlarmi e chiedere informazioni
347 3489472.
 
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sabato, 26 agosto 2006
 

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Cari amici, come già annunciato ci saranno da quest'anno delle sostanziali novità nella struttura dei corsi on line, con la divisione in più livelli di corso, cosa già ampiamente praticata da tutti i corsi on line. Per prendere visione della struttura del corso di quest'anno, intitolato "Il cerchio della comunicazione", vi invito a visitare la pagina del programma a partire dal sommario

 http://www.medio-evo.org/sommario.htm
dove troverete il link al programma
oppure, se ci riuscite, con il link diretto
http://www.medio-evo.org/corsodispiritualita.htm  ,
in cui si delinea abbastanza chiaramente le modalità che a partire da quest'anno saranno introdotte in questa piccola scuola "on line".
Vi prego di contattarmi, se avete bisogno di chiarimenti, all'indirizzo mail attardiclpat@libero.it . Per chi preferisce contattarmi personalmente in diretta, basta che mi lasci un recapito telefonico sulla mail, o in privato e richiamerò per ogni tipo di delucidazione. Sarà anche un modo per conoscersi in amicizia, come già è per molti di voi. Naturalmente i vostri dati personali ( indirizzi e numeri
telefonici) saranno trattato secondo la vigente legge sulla privacy
(Legge 31/12/1996 n. 675)
Cordialmente
Dr. Claudio Attardi
Direttore "Medio & evo - Lo spirito dell'uomo medievale"
http://www.medio-evo.org
mail attardiclpat@libero.it

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giovedì, 24 agosto 2006
 

Uno stupido luna park
 
    Questo blog sta prendendo una piega inaspettata, forse, nei pochi mesi di vita che ha. Sta diventando come un’oasi per esseri umani, un piccolo centro d’ascolto. Sarà il mestiere di operatore sanitario che faccio da trent’anni (acc, ma sono così tanti?), e l’abitudine all’aiuto verso gli sconosciuti. Sarà forse l’esperienza di vita, che mi porta ogni giorno tanta gioia e tanta sofferenza. Ho sperimentato la sofferenza che si nasconde nella gioia e la gioia che si nasconde nella sofferenza. E’ il centro della vita. Gli uomini medievali lo percepivano bene, per loro era “il cuore del mistero”. Così ho intitolato quindi un capitolo del mio libro “Dal Medioevo al Duemila”.
     In questo tempo, con tutti i mezzi che abbiamo, in cui abbiamo raddoppiato la nostra aspettativa di vita, ad un certo punto sembrava che si potesse rompere questo inestricabile nodo della vita, ed eliminare la sofferenza. Ci hanno detto che non era vero, che la vita in fin dei conti è un bel luna park, basta avere tanti soldini e divertirsi. C’è qualcuno che non ha i soldini? Resti fuori. C’è qualcuno che non ha voglia di divertirsi, che ha problemi? Resti fuori. Ci si sono messi tutti, televisione, radio, giornali, e persino i politici. Ma non è così. E quando ce ne siamo resi conto, ecco la malattia del secolo, la depressione, il male oscuro, la notte dello Spirito, come la chiamava San Giovanni della Croce. E in questi pochi mesi la verità sta già venendo a galla, la verità di una società in crisi perché noi lo siamo. E dobbiamo prenderne coscienza. Qui vengono a contattarmi persone di tutte le età e per mille motivi, ma soprattutto il motivo forte è uno. Qui si può parlare e si viene ascoltati. E si può dire come uno veramente è, tirar fuori quelle sofferenze, quegli errori e quelle contraddizioni che ognuno di noi porta segretamente e che tenta di lasciar fuori da questo sfolgorante luna park.
      Io rischio a volte di prendermi grosse responsabilità. Come nel caso di minori in difficoltà, perché sono uno dei pochi che si presenta con il proprio nome e cognome, e questi ragazzini e ragazzine si confidano. La mia è una scelta di professionalità, e i professionisti del web fanno così. A volte ho dato persino il mio numero, quando vedevo un problema. Se vedo che il problema è più grande di me, allora non faccio altro che confrontarmi con i tanti donatori di sangue con cui lavoro, che hanno competenze legali, giuridiche e istituzionali più consone delle mie. In ogni caso io sono del parere che tutti noi dovremmo fare uno sforzo di verità e togliere la maschera di falsa felicità che ci siamo fatti mettere all’ingresso del luna park. Siamo tutti esseri umani in cerca di un oasi dove respirare e vivere senza più maschere. Distruggiamo le sovrastrutture, le nostre, e saremo molto più felici con noi stessi, ameremo di più e meglio anche gli altri. Basta con questo stupido luna park.
   
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sabato, 19 agosto 2006
 

   Corsi on line
 
    Cari amici, quest’anno i corsi on line di Medio & evo- Lo spirito dell’uomo medievale    http://www.medio-evo.org  subiranno una riorganizzazione. Si prevede infatti di istituire due linee di corsi: un corso breve gratuito di spiritualità e psicologia che riprende in forma ridotta le solite lezioni già pubblicate negli scorsi anni ( e questo sarebbe il quinto anno). Per i nuovi corsi, in via di allestimento, si prevede invece una quota d’iscrizione di 20 € o in alternativa l’acquisto del libro di testo “Dal Medioevo al Duemila” , del costo di 13 € più spese di spedizione. Tali corsi a pagamento avranno come oggetto il confronto tra il pensiero medievale e il nostro moderno pensiero, tra storia, filosofia e scienze della comunicazione, tra comunicazione nel Medio evo e società della comunicazione di massa.
 In tal senso riceveranno le lezioni nuove solo i paganti o gli acquirenti del libro, in allegato pdf direttamente via mail, mentre nella lista di Medio & evo saranno presenti brevi lezioni in forma pubblica, disponibili nella cartella documenti del gruppo. Naturalmente saranno diramate a breve le modalità di pagamento e il piano delle lezioni, ma intanto prego chiunque volesse iscriversi ai nuovi corsi a pagamento di prenotare l’iscrizione, in maniera da darmi la possibilità di dividere le classi. La prenotazione è naturalmente gratuita e non comporta impegni. I pre-iscritti potranno prendere visione gratuita anche del programma del corso a pagamento, prima di decidere il versamento o l’acquisto del testo. Le lezioni saranno ricevute dopo il versamento.  Chi invece preferisce avere il testo, che cmq rimarrà all’acquirente, risparmiando qualcosa, non deve fare altro che fornirmi via mail un indirizzo utile in cui spedire il contrassegno. Naturalmente io consiglio la seconda possibilità, anche se mi faccio garante per i paganti che non desiderano acquistare il testo, sulla regolarità dell’invio delle lezioni mensili.
 
Per ogni chiarimento sono disponibile all’indirizzo
 
 
postato da claudioattardi | 17:34 | commenti


giovedì, 17 agosto 2006
 

Fisico bestiale

Cari amici, alcuni problemi di salute mi stanno portando via dalle mie solite attività. Una brutta sciatica, forse causata da un’ernia del disco, mi impedisce o quasi di fare molte cose, compreso stare seduto al computer, e se ci sto, sono dolori! Certo che per uno che suona e che ama la musica è paradossale . Sono solo rimasto un po’ indietro con la tecnologia, dato che i dischi non si usano quasi più. Un’ ernia del Cd o dell’Mp3? Potrebbe essere il futuro dell’ortopedia! Bene, un caro saluto a tutti, è meglio che torno sul divano…Vi aggiornerò. Ciao!
postato da claudioattardi | 20:44 | commenti (4)


giovedì, 10 agosto 2006
 

Gran finale.

Cari amici, eccoci all'ultima puntata di questo racconto, con cui mi sono divertito a fare narrativa. Non è stato facile, perché lo spazio qui è poco. Però, visti i vostri messaggi così carini, spero un giorno di pubblicarne qualcuno. Vedremo. Intanto divertiamoci a vedere cosa il destino ( e il narratore) riservano alla nostra Fiamma, ormai diventato un personaggio reale o quasi.

L’acquario
 
Ultima puntata
 
    Il suono del campanello di casa scosse Fiamma da quella sorta di trance. Era Elena. “Fiamma ancora sei lì a pensarci su? Ma dai, lascia perdere, ormai è andata, meglio così, non ti pare?” “Una stupida, ecco cosa sono stata, una stupida. Ma come ho fatto a non pensarci?” “Guarda Fiamma che è capitato anche a me, quando avevo 16 anni. Era d’estate, e lui aveva 25 anni. Non è successo nulla, ero una bambina, ma piansi molto quando venne a trovarlo la fidanzata.” “Come, Elena, quella che prevede tutto?” “Nessuno di noi può prevedere dove ci porta la vita, dove le nostre emozioni. Piuttosto, hai più sentito Fabio?” “No.” “Allora perché non esci da quell’acquario dove ti sei rifugiata, spegni il computer e vieni via con me? Ti porto a fare un giro.” “No Elena, non ne ho voglia”.”Ma dai, basta con questa clausura! Tanto il passato non lo cambi. E poi ho una sorpresa per te.” “Una sorpresa?” “Sì, c’è qualcuno che ti vuole salutare.” Elena aveva l’aria soddisfatta della gatta che ha preso un topo. “Un altro uomo? No, ti prego, risparmiami con gli ammiratori.” “No, questa volta devi venire assolutamente, è un ordine!!” e rideva. “Ma Elena, mi stai prendendo in giro? E chi è che mi vuole conoscere e salutare?” “Te l’ho detto, è una sorpresa. Fidati. Ti ho messo qualche volta nei casini? O ti ho fatto fare delle figuracce? No, e allora… Dai cambiati, ti voglio al top.” “Ma chi è, il principe di Savoia?” “No, di più”.
     Elena trascinò praticamente in macchina Fiamma e prese la via del mare, verso la solita città. Fermò la macchina vicino alla famosa pizzeria di quella sera funesta. “No, Elena, qui non ci vengo neanche morta!” esclamò Fiamma furibonda. Ma quella, con pazienza: “ Non sono i posti a portarci male, siamo noi a farcelo con le nostre mani . Vieni, dai!” Stavano per entrare, quando da dietro Fiamma si sentì chiamare: “Fiamma! Fiamma!”. Si avvicinò un giovanotto ben vestito, curato in ogni particolare, con un mazzo di rose rosse in mano. “Fabio!” Si abbracciarono, lei si mise a piangere dall’emozione. “Dai Fiamma, così spargi il trucco su tutto il viso. Fatti vedere. Sei bellissima, lo sai?” In effetti quel vestitino rosso le stava bene. Fiamma ancora frastornata: “Ma tu che ci fai qui?” “Mi ha chiamato Elena, mi ha detto che mi volevi vedere assolutamente. Ho preso il primo aereo, ed eccomi qui.” “Ma io veramente…” Fabio la interruppe: “Zitta, abbiamo tempo stasera. Dovremo parlare di tante cose.” La prese per la mano e si avviarono in pizzeria. Fiamma, ancora frastornata si voltò verso Elena, che aveva gli occhi lucidi. “Ma Elena, non dovevamo…?” “Non ti preoccupare, Fiamma. I nostri amici mi stanno aspettando. Penso che avrete molte cose da dirvi”. Era vero. Sarebbe stata una lunga, lunga serata.
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martedì, 08 agosto 2006
 

Continua la nostra avventura, tra il serio e il comico. Come la vita, come tutto noi: quando siamo tragici, è proprio allora che siamo comici. Non trovate?
L’acquario
 
Quinta puntata
 
    Presero dunque la macchina le due amiche di sempre, e da corso Dante Alighieri, dove abitavano, a due passi dalla sede universitaria, lasciarono la città per dirigersi a sud ovest, verso quella famosa località . Dopo un po’ che Elena guidava in silenzio, disse : “Fiamma, chiama Fabio, dai.” “No, ti prego, non posso.” “Sì che puoi, anzi devi. Un consiglio da un uomo, in questi casi, può essere migliore del mio. E poi glielo devi. Lui, quando ha avuto le sue storie e i suoi tormenti, ti raccontava sempre tutto.” Elena aveva ragione. Fiamma però esitava. “Senti Fiamma, se non lo fai tu, fermo la macchina e lo faccio io.” “Noo! Sarebbe ancora peggio!” . Allora, con le dita che tremavano, Fiamma fece il numero di Fabio. Dopo tre squilli, la voce di Fabio: “Fiamma! Come stai?” E lei, con voce funerea: “Fabio, ti devo dire una cosa.” “Fiamma, che hai, stai male? E successo qualcosa? Mi fai preoccupare.” “No, cioè sì, sto male, e per te potrebbe essere anche peggio.” “C’è di mezzo un ragazzo?” chiese lui con voce smorta. “Peggio, un uomo. Uno straniero”.
    Fiamma raccontò a Fabio del cellulare e di come aveva conosciuto Tony, risparmiandogli i particolari più scabrosi. Mentre raccontava diceva in continuazione “Non so cosa mi ha preso. Ho perso la testa.” “Fiamma, tu lo sai che ti voglio bene, e questa storia mi fa soffrire molto. Ho bisogno di pensarci su. Però non vedo nulla di buono. Per me quel tipo ti sta fregando.” “Adesso non fare il geloso, Fabio. Voi uomini tutti uguali! Voi potete fare di tutto con le donne, anzi vi vantate pure con gli amici. Ma se capita qualcosa a noi, vi incazzate!” Fabio tacque un attimo poi disse: “Ma ti sei messa con uno sconosciuto, uno che non si sa da dove viene e dove va! Fiamma, fa come ti pare, a me sembra che ti stia prendendo per il c…. Senti, io ho ancora un mese di studi qui a Lille, ci penserò, ho bisogno di riflettere. Mi farò vivo io. E ti farò sapere cosa penso. Ciao, Fiamma” . Era stato l’ultimo contatto con Fabio.
    Intanto arrivarono dentro la pizzeria, Fiamma aveva la faccia cadaverica, e allora Elena cominciò a parlarle delle solite cose, esami, studi, amici, e piano piano anche Fiamma si riprese. Stavano anche ridendo fra loro, avevano quasi finito, quando sulla porta della pizzeria apparve una giovane signora bionda, alta, fisico da pallavolista, con due bambini meravigliosi, biondi come lei. Si avviarono al banco del bar, seguiti da un uomo scuro di capelli, che si avvicinò alla bionda e la baciò sulle labbra, mentre i bambini gli si avvinghiavano attorno alle lunghe gambe, ridendo. Dopo aver parlato con il cameriere si avviarono tutti ad un tavolo. A Fiamma caddero le posate dalle mani, mentre allargava gli occhi per lo stupore, e balbettava quasi inebetita : “Ma quello, ma quello…”. Era Tony.
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lunedì, 07 agosto 2006
 

Cari amici, continuo l'esperimento di "scrittura progressiva", inventandomi un racconto come una sceneggiatura di un film. Chi di voi fa il produttore si accomodi  . Vediamo un'altra puntata di questo racconto, scritto per puro divertimento estivo, una cosa che non avevo mai fatto. Buona lettura.

L’acquario
 
Quarta puntata
 
    Andarono avanti con quegli incontri per una settimana, Elena era tornata a casa a riposare, poi avrebbero dovuto dare assieme l’esame su Dante. Si vedevano sempre di pomeriggio, si contattavano via sms e poi, quasi senza parlare, facevano l’amore, come due amanti clandestini. Poi, il sabato, Tony non venne all’appuntamento. E da quel giorno non rispose più al cellulare, e neanche ai messaggi. Fiamma era disperata, aveva ancora alcuni giorni davanti, prima del ritorno di Elena. Andò a cercarlo al bar, ma le dissero che aveva finito quell’impiego temporaneo e se n’era andato. Telefonò anche al centro d’accoglienza che lui aveva indicato. Nessuno lo conosceva. Ormai tornava Elena, l’amica di sempre, con i suoi capelli castani e gli occhi nocciola, grandi, bellissimi su un visetto da ragazzina. E Fiamma avevo deciso di tenersi quel segreto. Sapeva come avrebbe reagito Elena. E come avrebbero reagito Max e Sabina, Marco, Rosario, Simona, Alessia, Elisabetta e Gabriele, ma soprattutto Fabio. Come l’avrebbe presa Fabio?
   Mancavano due settimane all’esame. La stanza era piena di libri, mentre Elena ripeteva ad alta voce e commentava il Sommo Poeta. “La bocca mi baciò tutto tremante”, e Fiamma a ripensare a quei momenti, “Amor che nullo amato amar perdona”….”Fiamma? Fiamma, ci sei? Sei collegata? Insomma, mi vuoi dire cosa ti succede? Dante è il tuo poeta preferito!” “Lo so, Elena, ma oggi non mi sento bene, ho mal di testa.” “ Ma come oggi, è una settimana che stai così. Mi vuoi dire cosa ti sta succedendo? O non ti fidi di me?” Fiamma si alzò improvvisamente dalla sedia, andò verso il letto, si mise seduta e scoppiò in lacrime. “Fiamma, oddio!” Elena abbracciò l’amica, angosciata. “Calmati, Fiamma, calmati. Adesso mi racconti tutto”. E Fiamma, tra i singhiozzi e sospiri, raccontò l’accaduto.
     Finito il racconto, ci fu qualche secondo di silenzio. Poi Elena disse: “Ti rendi conto che ti sei messa con uno sconosciuto? Perché mi combini sempre casini, Fiamma? E poi non hai pensato ai tuoi genitori, ai nostri amici, a Fabio? Cosa dirai a Fabio, che ti vuole bene?” Già, Fabio. “Ma è solo un amico.” “Sì. Ma tu non lo sei per lui, lo sai benissimo. Potrebbe rimanerci molto male.” “Non glielo dirò.” “ E se questo Tony si rifà vivo? E se quando torna, Fabio vi vede assieme? No, tu glielo devi dire.” “No, Elena, no!” E Fiamma si mise di nuovo a piangere. “ Senti Fiamma, facciamo così. E’ sabato, domani studieremo tutto il giorno, prendiamo la macchina, andiamo a mangiarci una pizza.” E le disse la stessa città sul mare che le aveva indicato Tony. “Va bene” rispose Fiamma, “ ho bisogno di cambiare aria anch’io. Andiamo”. Ma in cuor suo sperava in qualche maniera di incontrarlo.
postato da claudioattardi | 14:22 | commenti (2)


sabato, 05 agosto 2006
 

L’acquario
 
Terza puntata
 
    Dal computer arrivavano messaggi in chat. Un amico, che da tempo insisteva per conoscerla. Fiamma si scosse dai suoi pensieri. Tutte quelle richieste così pressanti cominciavano ad infastidirla veramente. Chi era, cosa pretendeva questo sconosciuto? Gli rispose per le rime, mentre i pesciolini nell’acquario sguazzavano, facendo il solito giro, ormai monotono. Ma quello insisteva. Fiamma allora chiuse la chat e uscì dalla rete. Era furibonda. Non sopportava chi voleva comunque imporle qualcosa. Voleva essere lei a decidere il momento. E quello non lo era affatto. Mentre il cellulare, abbandonato sul comodino, taceva. Non riceveva più quei messaggi, i suoi. I messaggi di Fabio. Fabio, l’eterno amico, quello conosciuto sui banchi delle medie, quello che non frequentava palestre o pub, o discoteche. Quello che non era né alto, né bello, né ricco, ma che da sempre le era stato dietro. Lui le aveva più volte fatto capire i suoi sentimenti, ma lei aveva sempre rimandato ogni decisione. Come sempre, voleva lei decidere se e quando quell’amico sarebbe diventato qualcosa in più. E non lo aveva mai fatto. Lui le mandava sempre messaggi del tipo “come stai” “ come va” “tvb”, ma lei aveva risposto sempre in maniera evasiva. Poi, ad un certo punto, Fabio le aveva telefonato: “Ho vinto una borsa di studio, vado in Francia, a Lille, con il progetto Erasmus. Studierò le cellule staminali”. Fabio era biologo. Per la prima volta Fiamma aveva avuto un tuffo al cuore, per quell’allontanamento di sei mesi. Ma poi era tornato tutto normale. Anche perché i messaggi di Fabio, dalla Francia, arrivavano lo stesso. Fino a quel giorno maledetto. Il giorno in cui aveva perso il cellulare ed aveva incontrato Tony.
    Dopo pranzo avevano chiacchierato un po’. Lui, Tony, diceva di stare in un centro d’accoglienza presso una notissima località di mare, sulla punta nord occidentale del paese, meta di vacanze di vip, a pochi chilometri da lì. Uscirono, Fiamma disse: “Vado a casa. Devo tornare a studiare.” E lui: “Posso accompagnarti, bella signorina?” . Lei acconsentì. Arrivati sotto casa gli disse: “Fa caldo, vuoi qualcosa da bere? Però promettimi che te ne andrai, dopo. Potrebbe arrivare la mia amica.” Lui disse di sì, e salirono. Una volta entrati nel piccolo appartamento da studenti, lei si allontanò verso la cucina, per prendere una bibita dal frigo. Ma quando si voltò, lui le prese la mano e la baciò. Fiamma si sentì sciogliere il cuore e il corpo, mentre lui la baciava di nuovo sulle labbra. E poi, mentre facevano l’amore, lei ogni tanto voltava il viso di fianco, verso il comodino, dove era appoggiato il cellulare. Lo vedeva,  e pensava alle parole di Dante: “Galeotto fu il libro e chi lo scrisse”.
 
 
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